Giorgio Gnoli – Marketing Blog http://www.giorgiognoli.it/blog Web Marketing di Giorgio Gnoli - Ancona Wed, 31 Oct 2018 17:08:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.9 Il CMO è morto! http://www.giorgiognoli.it/blog/cmo-morto/ Wed, 31 Oct 2018 10:50:13 +0000 http://www.giorgiognoli.it/blog/?p=3708 Il lavoro del Responsabile Marketing è morto. Vale a dire: il responsabile marketing delle aziende moderne è diventato  in maniera ormai definitiva nel resto del mondo, un uomo o una donna guidato dai dati . Del resto, è più che comprensibile che gli uffici marketing investano in attività come: Personalizzazione delle campagne, seguendo il comportamento degli utenti Misurazione del […]

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Il lavoro del Responsabile Marketing è morto.

Vale a dire: il responsabile marketing delle aziende moderne è diventato  in maniera ormai definitiva nel resto del mondo, un uomo o una donna guidato dai dati . Del resto, è più che comprensibile che gli uffici marketing investano in attività come:

  • Personalizzazione delle campagne, seguendo il comportamento degli utenti
  • Misurazione del ROI sulle singole strategie di marketing
  • Adattattamento delle campagne in base alle analisi fatte.

In altre parole, le startup già trattano il marketing come se fosse una scienza, le grandi aziende sempre meno continuano a basarsi sulle “impressioni”.

Non è sempre stato così, sapevatelo, è la ricerca continua dell’ottimizzazione delle performance che ha creato una serie di ripercussioni nel sistema organizzativo delle aziende americane e nord europee.

Anche una certa Coca Cola sta ristrutturando la sua organizzazione e abbandonando il ruolo di Chief Marketing Officer (CMO) in favore di qualcosa di più dinamico: il Responsabile della crescita o Chief Growth Officer.

Le persone che attualmente detengono ruoli CMO possono temere il cambiamento. Ma per le aziende, ricercare un “responsabile della crescita” è probabilmente più intelligente. Ecco perché.

Il ruolo di CMO è obsoleto.

Per molto tempo, le responsabilità della maggior parte dei CMO somigliava a questo:

  • Identificare le agenzie di marketing per esternalizzare le campagne di marketing.
  • Identificare le applicazioni e i software che possono guidare le attività di marketing internamente.
  • Coordinare la logistica per stimolare e ottimizzare i processi di acquisto dei clienti/utenti.

In Italia 9 responsabili marketing su 10 ancora fanno questo.

Tradizionalmente, questo tipo di marketing fa poco uso dell’analisi, e fino a poco tempo fa andava bene perché i dati erano molto meno a disposizione di quanto lo sono oggi. Il marketing era meno una scienza e più un’arte – e per questo motivo, le aziende avevano bisogno di un responsabile marketing che capisse il mercato e che avesse connessioni nel settore per gestire lo “show”.

Ma i tempi sono cambiati.

Nel nostro mondo digitale, la fedeltà al brand, l’engagement per i prodotti, la redemption- tutto può essere quantificato, trasformato in dati dai quali puoi fare analisi.
Usare i dati per orientare il tuo processo decisionale è un modo decisamente preferibile rispetto alle impressioni.

Nel mio ultimo libro, il Manuale del Dentista Digitale, scrivo testualmente “le uniche campagne pubblicitarie che funzionano sono quelle che il mercato stesso riconosce come vincenti”

Il marketing basato sui dati fornisce gli strumenti necessari per prendere decisioni consapevoli su come interagire con i clienti attuali e potenziali.

Ciò significa che gli imprenditori e le aziende oggi hanno bisogno di responsabili marketing in grado di utilizzare la ricchezza di informazioni sui clienti che hanno a disposizione grazie alle tecnologie digitali.
Hanno bisogno di professionisti che capiscano come distillare l’intelligenza dall’analisi per migliorare il ROI.

La nuova figura: il Chief Growth Officer.

Il Chief Growth Officer incarna l’approccio basato sui dati. Studia tutti i dati disponibili riguardanti i suoi clienti e li usa per determinare come procedere con campagne e strategia.

Questo è  ciò che gli esperti di marketing di oggi devono saper fare, semplicemente perché questo approccio più efficiente.

Ciò è particolarmente vero quando lo si confronta con l’approccio “non scientifico” impiegato dai marketing manager tradizionali.
Essi infatti, spesso sono incerti sull’utilizzo delle metriche, usano le cosiddette “vanity metrics” per determinare se una campagna di marketing ha avuto successo.

Guardare alle vanity metrics (ad esempio il numero di like su un post, i click su un sito, il semplice “sentiment” di una campagna, può essere estremamente dannoso per un’azienda.

Le startup più virtuose cercano sul mercato del lavoro i migliori profili, proprio per evitare questo tipo di danno auto-inflitto. Insistono nell’operare in modo intelligente e mirato, ad esempio per misurare il ROI di ogni singola ad e fanno tesoro dell’intuizione ricavata da tale analisi per guidare la loro strategia.

Un altro modo di interpretare questo cambiamento? Le aziende hanno bisogno delle persone, dei clienti, non tanto per vendere i loro prodotti, quanto piuttosto per continuare ad alimentare i loro processi di marketing – le possibilità fornite dalla tecnologia e dai social media e la possibilità di clusterizzazione dei clienti tramite un buon CRM sono infinite.

Spostarsi lontano dalla “vecchia guardia” significa essenzialmente abbracciare queste nuove capacità.

Se sei un recruiter sulla traccia di un marketing manager, ora è il momento di raddoppiare le tue capacità tecniche e rinnovare il tuo skillset.

È l’unico modo per sopravvivere nel clima digitale di oggi. Inizia a chiedere ai tuoi candidati:

  • I dettagli delle loro inserzioni su Facebook
  • Che tipo di contenuti sono per le loro nicchie più interessanti e coinvolgenti, e quali invece lo sono meno
  • Come costruiscono i modelli di attribuzione
  • Come costruiscono e interagiscono con i fogli di calcolo per presentare con precisione l’intelligence generata dai dati raccolti
  • Quali domande si pongono e come cercano le risposte
  • Cosa chiedono ai loro clienti, cosa sanno di loro.

È tanto lavoro, ma è la chiave per rimanere competenti.

Se sei un’azienda che costruisce il proprio reparto marketing, abbraccia il cambiamento e cerca qualcuno con un forte background analitico.

Questo significa:

  • Qualcuno con esperienza nella navigazione di linguaggi di gestione del database come SQL
  • Qualcuno con esperienza nell’uso di Python ed Excel
  • Qualcuno con esperienza nell’utilizzo del Business Manager Facebook
  • Qualcuno certificato Google Analytics e Google Adwords
  • Qualcuno con una forte comprensione della SEO.

Il tuo Chief Growth Officer dovrebbe anche capire come impostare una strategia di content marketing e sapere come si costruiscono i migliori contenuti.

Qualsiasi imprenditore, credo, voglia evitare di assumere qualcuno che non può basarsi sulla logica dai dati.
Se stai facendo una campagna di test di un mese e i tuoi utenti stanno abbandonando il carrello o le visite al sito dopo soli 14 giorni, il tuo team di marketing deve essere in grado di identificare il perché.

Abbandona la vecchia strada e posiziona te stesso e la tua azienda per abbracciare il futuro.

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I trend del digital marketing digitale per il 2018 http://www.giorgiognoli.it/blog/trend-del-digital-marketing-digitale-per-il-2018/ Sat, 02 Dec 2017 17:37:05 +0000 http://www.giorgiognoli.it/blog/?p=3688 Il mobile supera il desktop, lo sapevamo.. ecco perché serve pensare a siti mobile first, ancor prima che responsive..quanti ci stanno pensando? Quanti lo stanno facendo?? Questa è la premessa che faccio a chi leggerà questo articolo: sono cose che si sanno, ma pochi applicano, come i siti mobile first.  Mi sono letto una ventina […]

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Il mobile supera il desktop, lo sapevamo.. ecco perché serve pensare a siti mobile first, ancor prima che responsive..quanti ci stanno pensando? Quanti lo stanno facendo??

Questa è la premessa che faccio a chi leggerà questo articolo: sono cose che si sanno, ma pochi applicano, come i siti mobile first. 

Mi sono letto una ventina di blog diversi di persone abbastanza autorevoli e ho sistetizzato le mi considerazioni su questo articolo, che è assolutamente rivedibile e aperto ai contributi di persone esterne.

Quali sono i trend più rilevanti nel marketing digitale per il 2018?

Ci siamo fatti questa domanda anno dopo anno ed è stato davvero divertente vedere nascere e morire le mode: droni, stampante 3D, Pokemon Go, realtà aumentata, Google Glass… non sono ovviamente mode morte, ma la loro crescita e il modo di fare marketing attraverso questi strumenti è diventato stazionario dopo l’esplosione iniziale, va detto.

Ecco il grafico di Smartingthings.com, che ha intervistato 800 digital marketer e ha raggiunto questi risultati

Chiedendo una SOLA tecnica, è abbastanza forte caratterizzazione legata al contenuto, ai dati, al machine learning.

Non sorprende vedere il content marketing in cima alla lista, poiché questa tecnica è nella top 3 ormai da vari anni.
Il content marketing è la motore dell’engagement, che alimenta tutte le comunicazioni digitali, dalla ricerca al social, all’e-mail marketing, alla creazione di esperienze sul sito web che si convertono in lead.

Ancora più sorprendente è il fatto che i Big Data si trovino in seconda posizione. Penso che questo sia dovuto al fatto che i marketer sono consapevoli del potenziale dell’utilizzo dei dati, ma penso che questa ricerca è troppo influenzata dalla territorialità. In Italia fatichiamo a lavorare con Pipeline e CRM che gestiscano l’integrazione: ‘Big Data’ è un termine nebuloso, quindi se ampliamo la definizione per includere analisi e analisi predittiva, viene a galla il valore delle tecniche di marketing specifiche per i Big Data e questo aiuto spiega perché questi si collocano alla posizione numero due.

In terza posizione è l’intelligenza artificiale e il machine learning .  Questa new entry sale subito al 3 posto! Non male, ma anche in questo caso vorrei vedere 10 marketer che ci lavorano.

Ecco l’elenco completo delle tecniche di marketing digitale:

  • Big Data (inclusi analisi del mercato e dei clienti e analisi predittiva)
  • Content marketing Communities (nicchie di mercato o comunità verticali)
  • Ottimizzazione del tasso di conversione (CRO) / miglioramento della UX del sito web
  • Display (banner su siti di informazione, social network e annunci pubblicitari tra cui retargeting e programmatic)
  • Applicazioni di marketing di Internet of Things (IoT)
  • Automazione del marketing (incl. CRM, email marketing comportamentale e personalizzazione web)
  • Marketing mobile (pubblicità mobile, sviluppo di siti e app)
  • SEA come ad es. Pay per Click di Google AdWords
  • PR online (famosa la moda dell’influencer)
  • Partnership tra cui affiliazione e co-marketing
  • Ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO o ricerca organica)
  • Social media marketing incluso Social CRM e Social Customer Care
  • Wearabel (ad es. Apple Watch, tracker di attività, realtà aumentata)

Le dieci tendenze di marketing più attese per il 2018

Nel mio sguardo alle tendenze di quest’anno, vedo l’integrazione come tema predominante. Da un’altra interessante ricerca americana emerge che solo il 6% delle aziende ritiene che il proprio processo di integrazione sia stato completamente ottimizzato, ma molti stanno attivamente lavorando all’integrazione.

TREND 1. Integrazione delle attività di marketing nel ciclo di vita del cliente

Considerato il modo in cui è aumentata la complessità del marketing e del marketing digitale, le tecniche come la mappatura del percorso del cliente (customer journey) verso l’impresa assume un’importanza sempre maggiore per aiutare a definire le comunicazioni e le esperienze più rilevanti nei diversi punti di contatto nel percorso del cliente.

Nella fattispecie, mi piace pensare che ottimizzando i punti di contatto della customer journey possiamo garantirci la leadership di un settore, ma andiamo ordine: cos’è il MLC (marketing lifecycle)

Definiamo il ciclo di vita del marketing come:

Creazione di una comunicazione gestita o di una strategia di contatto per definire le priorità e integrare l’intera gamma di canali e esperienze di comunicazione di marketing per supportare potenziali clienti e clienti nel loro percorso di acquisto utilizzando tecniche come messaggistica persuasiva personalizzata e re-targeting.

Ho ripreso questa definizione per pensare a tutti i potenziali punti di contatto dei media a pagamento (e non), che dilapidano il budget dell’impresa.
Partendo da questo presupposto sarebbe davvero bello costruire una “analisi del gap” sull’uso e l’efficacia del media mix rispetto rispetto a quello potenziale per aumentare la pertinenza e la conversione e la risposta alle comunicazioni e agli stimoli dell’impresa.

Trend 2. Integrazione della personalizzazione nel percorso dell’utente / esperienza del cliente

Non finiremo mai di ripetere la storia dei microcluster, dell’approccio one2one che il web permette di costruire: ad esempio per aumentare la pertinenza e la risposta delle comunicazioni, la personalizzazione del sito Web è stata ampiamente utilizzata nei settori dell’ecommerce transazionale come i servizi di vendita al dettaglio, di viaggio e di vendita di servizi finanziari.

Esistono molte forme di personalizzazione azionabili grazie al web, che variano da quelle integrate nei sistemi di gestione del contenuto (CMS) o del commercio; quelli integrati in soluzioni di analisi o opzioni di personalizzazione Software as a Service (SaaS) indipendenti che si integrano con i principali CMS e permettono analisi piuttosto dettagliate. Un metodo utile per rivedere il tuo uso della personalizzazione al livello più alto è questa piramide di personalizzazione dell’esperienza :

la piramide di personalizzazione

I tre livelli mostrati nel grafico sono:

  • 1. Ottimizzazione . AB o test multivariato. Google Optimize è un esempio di uno di questi servizi lanciati nel 2017.
  • 2. Segmentazione . Gruppi di visitatori del sito target, ciascuno con contenuti specializzati per aumentare la pertinenza e la conversione.
    Ognuno richiede ancora regole manuali separate e creatività da impostare. Quindi i rendimenti per questo approccio alla fine diminuiscono dopo che è stato raggiunto il numero massimo sostenibile di segmenti di pubblico.
    Per azionarli serve un tecnico per il marketing (ovvero uno che ne sappia di tag manager e un po’ anche di programmazione)
  • 3. Personalizzazione 1 a 1 . Si può usare la tecnologia Artificial Intelligence (AI) per offrire un’esperienza personalizzata a ciascun cliente. 1-a-1 utilizza alcuni degli stessi principi dell’ottimizzazione e della segmentazione, ma offrendo una soluzione ai loro due maggiori limiti – risultati ritardati e incapacità di scalabilità – rappresenta un approccio fondamentalmente diverso. considerazione: questa non è fantascienza, anche se sembra...

La tendenza principale nella personalizzazione è l’aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale piuttosto che delle regole manuali. Aspettiamoci anche di vedere servizi di personalizzazione in siti web che operano su settori “tradizionali”, ossia diversi rispetto a quelli a cui siamo normalmente abituati.

Tendenza 3. Integrazione dell’apprendimento automatico nella marketing automation.

La personalizzazione può essere applicata anche durante le comunicazioni email. Tuttavia, dalla ricerca sull’e-mail marketing si evince che, nonostante l’uso diffuso dei sistemi di automazione della posta elettronica e del marketing, molte aziende non riescono a mettere in atto un sistema di contatto nel ciclo di vita del cliente e del marketing completo come quello mostrato sopra.

I risultati del report sullo stato dell’email sono scioccanti: metà delle aziende (50%) non utilizza alcun tipo di targeting, meno di un terzo (29%) utilizza la segmentazione di base per il targeting e meno del 15% usa le regole di segmentazione e personalizzazione per raggiungere un pubblico specifico all’interno del database. Ciò significa che si stanno lasciando scappare opportunità di personalizzazione tramite e-mail automatizzate con contenuti dinamici per l’accoglienza e la crescita di potenziali lead e clienti.

Spezziamo una lancia a favore delle imprese “arretrate” da questo punto di vista: la personalizzazione tramite l’email marketing è difficile in quanto le e-mail, per loro natura, hanno una creatività più complessa. Oltre al trigger delle mail, infatti, è richiesta creatività davvero elevata.

Trend 4. Integrazione delle app di social messaging nelle comunicazioni

Il crescente utilizzo delle app di messaggistica è una tendenza che si abbina ai chatbot e all’enorme engagement che i social media generano negli utenti. Secondo l’ultima ricerca di Ofcom Communications Market, più della metà del pubblico mobile totale ha utilizzato Facebook Messenger (61%) e metà ha utilizzato WhatsApp (50%). Entrambe le piattaforme sono di proprietà di Facebook. L’app mobile Snapchat ha raggiunto il 28%, con 10,1 milioni di visitatori unici.
Facebook ha recentemente reso possibile l’integrazione di messenger dentro i siti in WordPress, sta definitivamente invadendo il terreno di Google? Secondo me sì.. e vincerà..

Tendenza 5. Integrazione del video nella Customer Journey

Anche il video sta aumentando di popolarità alimentato dal social. Questa ripartizione della popolarità di Google mostra il predominio di YouTube, che è l’arma letale del motore di ricerca.

Questo elemento visivo ci ricorda le opportunità di utilizzare il marketing video attraverso il ciclo di vita del cliente da annunci su YouTube, linkando gli annunci sul sito e facendo retargeting attraverso i video.

Tendenza 6. Integrazione del content marketing nel percorso del cliente mediante una strategia di coinvolgimento dello stesso

Il video è solo un tipo di contenuto, anche se importante. Nei sondaggi precedenti sulla tecnica che darà i maggiori frutti in futuro, il content marketing è stato il più popolare, sempre nella top 3.

La tendenza che sto osservando è che le aziende stanno diventando sempre più attente nel trattare i contenuti come una risorsa strategica, ovvero sviluppare inhouse una strategia di engaement dei clienti utilizzando diversi media come mostrato nei diagrammi del ciclo di vita sopra e, a livello pratico, lo sviluppo di contenuti per diversi segmenti di pubblico utilizzando tecniche come Personas e Content mapping.

Trend 7. Integrazione del search marketing nelle attività di content marketing

Se guardiamo ai principali canali di vendita digitali , la rete di ricerca è ancora dominante e lo sarà a lungo. I social media sono molto indietro nella maggior parte dei settori, nonostante la loro costante popolarità per i consumatori.

Tutti sanno che in molti settori i social media possono essere un ottimo strumento per coinvolgere il pubblico tramite attività di branding e possono migliorare la reputazione e la redemption delle aziende, ma in genere non spostano in maniera importante il volume di lead o le vendite (tranne forse le lead ads di Facebook).

Per quanto ne so io, nell’ambito del search marketing oggi c’è relativamente poca innovazione di cui sentiamo parlare rispetto al passato. Guardando la ricerca naturale si vede che la cronologia dei cambiamenti dell’algoritmo di Moz  è in leggera stasi, rispetto a qualche anno fa. Si vede che Matt Cutts che non opera più attivamente nell’evangelizzazione, sebbene gli aggiornamenti siano resi disponibili da John Mueller e dal suo team di ricerca.

All’interno della ricerca organica, una tendenza di cui i marketer dovrebbero essere consapevoli è l’aspetto mutevole delle SERP, come mostrato dall’aggiornamento delle funzionalità delle SERP di Mozcast che mostra i tipi di collegamenti all’interno di un gruppo di parole chiave.

Forse la SEO si innova poco, proprio per “colpa” della SEA: ecco ad esempio le nuove funzionalità di Google: per vedere più innovazione. Gran parte del report è relativo alle nuove funzionalità degli annunci per dispositivi mobili rispetto agli anni precedenti, ma ci sono alcune nuove opzioni come le campagne di ottimizzazione CPC (CPC ottimizzato) e Smart Display .Per chi ama il PPC, di carne al fuoco ce ne è davvero tanta.

Trend 8. Integrazione della tecnologia di marketing

La tendenza in questo ambito è che non vuole esserci alcuna rinuncia a strumenti che offrono metodi innovativi per analizzare o automatizzare.

Non si parla solo di dati gestiti in cloud, ma di inbound marketing, analisi preditiva, lead scoring ecc. Ecco un articolo interessante che esprime bene questi concetti.

 

Tendenza 9. Integrazione di diverse origini dati

Immaginiamo di aver fatto campagne e voler integrare lead o informazioni di varia natura raccolte, ad esempio, da  Facebook, Twitter, LinkedIn e Google. AdWords. Rivery.io è una nuova piattaforma lanciata di recente, che dovrebbe vi consiglio ampiamente di provare.

Tendenza 10. Integrazione delle fonti di informazione sul marketing digitale

Nonostante siano passati 4 anni da quando lo usavo negli USA, Feedly è ancora il primo mezzo suggerito come strumento per aggregare le principali fonti di notizie di marketing tramite RSS. Inoltre, consiglio di dare un’occhiata a Zest , un’estensione Google Chrome, nuova nel 2017, a cui vale la pena di dare un’occhiata.

Il suo contenuto curato è specificamente progettato e aggiornato dai marketer. Come Feedly, puoi usarlo per rivedere i contenuti più utili consigliati da “la folla”, in questo caso “la tua tribù” di marketing.

Tutto ciò si aggiunge alla trasformazione digitale

Quindi, questi trend sono un riassunto delle evoluzioni digitali che i grandi marketer si aspettano di vedere nel prossimo anno. Questi si collocano comunque all’interno della DIGITAL TRANSFORMATION, di cui si vede dal grafico sotto, che il 30% delle aziende sono già pervase.

Rilevanza dei programmi di trasformazione digitale

 

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Consulenze digitali – a cosa servono http://www.giorgiognoli.it/blog/consulenze-digitali-cosa-servono/ Tue, 28 Nov 2017 15:27:18 +0000 http://www.giorgiognoli.it/blog/?p=3685 Ecco in uno screenshot riassunte le performance di una campagna di marketing per il black friday. Cliente: studio dentistico di Ancona Budget investito: 12€ Canali: Facebook e DEM Pricing: sconto fino al 50% sul trattamento di igiene e sbiancamento, del 30% sull’igiene Durata della campagna: 4 giorni Risultati: 5 acquisti da Facebook, 5 da DEM […]

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Ecco in uno screenshot riassunte le performance di una campagna di marketing per il black friday.

Cliente: studio dentistico di Ancona
Budget investito: 12€
Canali: Facebook e DEM
Pricing: sconto fino al 50% sul trattamento di igiene e sbiancamento, del 30% sull’igiene
Durata della campagna: 4 giorni

Risultati: 5 acquisti da Facebook, 5 da DEM

Un grande problema degli studi dentistici sono i noshow: le persone non si presentano all’appuntamento preso dalla segretaria o dalla centralinista.. quindi l’unico modo per farli venire all’appuntamento è farli pagare prima.

Impensabile, direte voi.
Come pensi di convincere un potenziale clien…ehm..paziente a recarsi presso uno studio dentistico che non conosce, farlo atterrare su un banale sito fatto in WordPress e fargli pagare l’intero importo di una prestazione, anche se a prezzo scontato.

Le risposte, secondo me, non sono poi complesse, ma vanno ricercate nel significato “ulteriore” della campagna. Una campagna su Facebook è solo la punta dell’iceberg di tutte le attività che stanno alle spalle di una consulenza digitale:

  • recensioni su Facebook IMPECCABILI
  • fan base solida e ingaggiata
  • DEM con contenuti interessanti per gli utenti (parlare ai propri pazienti o clienti, non è una perdita di tempo)
  • capacità del professionista nel trasmettere sicurezza e competenza nel fare il suo lavoro

Cosa è davvero importante per fare campagne con ROI del 10.000%?

Affidati a una persona che lo faccia di lavoro!!!
Inventarsi esperti di marketing è facile, ma rischioso
. Secondo il mio punto di vista, è come fare i lavori di ristrutturazione a casa propria.

Preferisci chiamare un elettricista o un idraulico che lo faccia di mestiere, o pensi di potertela cavare con il “fai da te”?

Un consulente digitale è come il direttore dei lavori di un grande cantiere. Senza un bravo direttore dei lavori, così come senza buoni operai (specialisti digitali) la ristrutturazione rischia di non soddisfarti!

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La mia opinione sul social media marketing http://www.giorgiognoli.it/blog/social-media/ Tue, 04 Jul 2017 15:06:42 +0000 http://www.giorgiognoli.it/blog/?p=3673 Recentemente mi è stato chiesto di dire la mia in merito al web marketing sui social network. Come ho ripetuto più volte nelle mie consulenze, partire con un piano di marketing è fondamentale per dare una struttura all’intero processo e definire le eventuali correzioni e discostamenti rispetto agli obiettivi attesi. Di seguito trovate il link […]

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Recentemente mi è stato chiesto di dire la mia in merito al web marketing sui social network.
Come ho ripetuto più volte nelle mie consulenze, partire con un piano di marketing è fondamentale per dare una struttura all’intero processo e definire le eventuali correzioni e discostamenti rispetto agli obiettivi attesi.

Di seguito trovate il link dell’intervista.

Web Marketing: consigli ed errori da evitare.

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L’analisi dei dati per lo studio del mercato di riferimento http://www.giorgiognoli.it/blog/lanalisi-dei-dati-per-lo-studio-del-mercato-di-riferimento/ Wed, 12 Apr 2017 08:27:05 +0000 http://www.giorgiognoli.it/blog/?p=3678 Se il responsabile marketing di una qualsiasi azienda deve redigere un piano di marketing o vuole sviluppare un nuovo progetto per un progetto di startup, ha la necessità e la responsabilità di conoscere il mercato di riferimento in cui opera o andrà ad operare, per stimare obiettivi di vendita e un budget coerente. Ecco dunque […]

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Se il responsabile marketing di una qualsiasi azienda deve redigere un piano di marketing o vuole sviluppare un nuovo progetto per un progetto di startup, ha la necessità e la responsabilità di conoscere il mercato di riferimento in cui opera o andrà ad operare, per stimare obiettivi di vendita e un budget coerente.

Ecco dunque che è fondamentale porsi delle domande e cercare, attraverso vari canali, le risposte.

Ecco le domande:

  • Qual è il mercato target e qual è la mia clientela attuale (vedere su WIkipedia domanda Potenziale e domanda Reale)
  • In che modo possiamo segmentare il mercato?
  • Quali sono i trend del mercato di riferimento?
  • Qual è il comportamento di acquisto dei miei clienti?
  • Qual è la mia quota di mercato attuale?

Ecco ora dove trovare le informazioni

  • Fonti interne ed esterne – le fonti esterne sono Primarie (osservazione, analisi dei fenomeni esterni), Secondarie (siti web, dati aggregati), Dati secondari (Analisi di mercato acquisite da terzi). Se non avete le fonti interne (risultati di vendita, feedback dei clienti)…avete un problema.
  • Ricerche qualitative e quantitative: le ricerche quantitative sono indagini statistiche, quelle qualitative sono le interviste in profondità sui consumatori e clienti potenziali. Le prime hanno l’obiettivo di fornire una analisi statistica e una natura descrittiva e causale, quelle qualitative invece danno una dimensione esplorativa.

Il potenziale di un territorio è l’espressione in termini monetari del volume di vendite che si può realizzare in un territorio in un dato periodo (coefficiente di conversione)

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Ruolo e importanza di un responsabile marketing http://www.giorgiognoli.it/blog/ruolo-e-importanza-di-un-responsabile-marketing/ Sun, 05 Feb 2017 07:34:07 +0000 http://www.giorgiognoli.it/blog/?p=3676 Il marketing è definito da Kotler come una tecnica che consente di raggiungere target specifici di potenziali clienti attraverso azioni specifiche e mirate che si servono di strumenti interattivi e che consentono di ottenere risposte misurabili. Se analizziamo questa definizione sono immediati i vantaggi di dotarsi, in azienda, di un responsabile marketing Possibilità di rivolgersi a […]

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Il marketing è definito da Kotler come una tecnica che consente di raggiungere target specifici di potenziali clienti attraverso azioni specifiche e mirate che si servono di strumenti interattivi e che consentono di ottenere risposte misurabili.

Se analizziamo questa definizione sono immediati i vantaggi di dotarsi, in azienda, di un responsabile marketing

  • Possibilità di rivolgersi a target specifici
  • Generazione di informazioni
  • Personalizzazione e interattività con i clienti per consolidare una relazione
  • Strumenti multimediali (ad esempio il digital)
  • Misurabilità dei risultati

Quindi i compiti del responsabile marketing sono tutt’altro che semplici:

  • capire i bisogni e i desideri dei clienti
  • Definire una strategia di marketing
  • Realizzare un piano marketing in grado di generare valore
  • Instaurare relazioni profittevoli col cliente per garantire massima soddisfazione
  • Misurare il valore di questi clienti per generare profitti e qualità

Vista l’importanza di questa figura non si può affidare questo ruolo a persone non adeguatamente qualificare e istruite, dato che il responsabile marketing dovrebbe avere l’autonomia operativa per le attività di marketing, ha delega sul budget e supporta la forza vendita per soddisfare la domanda potenziale di mercato (che in maniera strutturata deve poter avere individuato).
Infine la proattività e il coordinamento delle risorse a lui sottoposte sono requisiti fondamentali che possono, da sole, determinare il fallimento o il successo di una strategia commerciale e di marketing.

 

Le aree di intervento del responsabile marketing

Il responsabile marketing definisce le strategie, pianifica e implementa le iniziative di marketing, controlla i risultati con i responsabili commerciali e con le varei aree di business.

Allo stesso tempo monitora il mercato locale (forze esterne e interne di Porter e SWOT Analysis)

Gestisce le risorse umane all’interno del dipartimento e, tramite il marketing interno e l’employer branding, cerca di favorire l’attrazione in azienda dei migliori talenti.

 

Il marketing strategico e operativo

Il marketing strategico analizza i bisogni, le aspettative del cliente, segmenta il mercato, analizza la catena del valore e il vantaggio competitivo dell’azienda rispetto al mercato

Il marketing operativo lavora sulle 4P del marketing Mix e, visto che non erano abbastanza, qualche autore ha pensato bene di inserire anche altre 2 P (processi e persone)

 

La ricerca della Best Customer Experience

Durante tutto il processo della Customer Journey (Dall’acquisition, alla penetration), il responsabile marketing e, più in generale tutta l’azienda, deve ricercare la BCE

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La BCE (Best Customer Experience) è un insieme di punti di contatto tra l’azienda e i clienti, che si possono riassumere in alcuni punti chiave:

  • CRM integrato = tutti i clienti sono inseriti su un database unificato e vengono profilati e qualificati in base a variabili di consumo o di comportamenti
  • Touchpoint fisici = la “P” della distribuzione, ovvero il punto di contatto tra cliente e azienda, può essere un negozio, un salone auto, un sito web
  • Contact Center = il servizio clienti è fondamentale per garantire la soddisfazione del cliente. Avere velocità di risposta e messaggi adeguati è fondamentale per migliorare la customer experience.
  • Sales Funnel = attraverso attività strutturate e interventi di marketing automation, anche il processo di vendita sarà ineccepibile per il cliente.
  • Prodotto integrato = una volta acquistato il prodotto, il cliente ha modo di avere personalizzazioni e servizi customizzati per godere al massimo di un’esperienza disegnata su misura per lui.

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I primi passi per costruire una strategia di crescita http://www.giorgiognoli.it/blog/primi-passi-per-costruire-una-strategia-di-crescita/ Thu, 27 Oct 2016 10:19:56 +0000 http://www.giorgiognoli.it/blog/?p=3659 Quando lavoro su progetti in azienda o tengo corsi per affrontare il tema delle startup o della crescita, la prima domanda che mi viene posta è “Come posso fare per accrescere il giro d’affari della mia attività?” All’inizio provavo a dare delle risposte. Ma non è mai sembrato giusto parlare di ricette. Dopo tutto, se hai appena conosciuto una […]

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Quando lavoro su progetti in azienda o tengo corsi per affrontare il tema delle startup o della crescita, la prima domanda che mi viene posta è “Come posso fare per accrescere il giro d’affari della mia attività?”

All’inizio provavo a dare delle risposte. Ma non è mai sembrato giusto parlare di ricette. Dopo tutto, se hai appena conosciuto una persona e conosci poco o niente della sua attività e clienti, la prima cosa è cercare di capire se la sua staticità deriva proprio dalla ricerca di un segreto, di un trucco, di una tecnica magica per crescere schioccando le dita.

La mia risposta a questa domanda quindi è pian piano cambiata. Alzo le spalle e ho iniziato a dire: “Non ne ho idea.”

Dopo questa frase, che suscita un certo imbarazzo tra i miei interlocutori, inizio dire loro di smettere di cercare tattiche segrete, e iniziare a concentrarsi sulla creazione di un processo di crescita.

Processo?!?!? Veramente?

Ecco le mie 4 regole per parlare di modello di crescita!

1. La crescita è la somma di un sacco di piccole parti

Internet ama mostrare curve di crescita che sembrano quasi magiche. Di conseguenza ognuno tende a concentrare la sua attenzione su cièo che c’è a destra del punto di “rottura”, dove sembra che la crescita ha iniziato a esplodere. Ancora una volta, alla ricerca di quella singola cosa che sbloccato un’esplosione di crescita.

la crescita curva

Quello che in realtà dovrebbero guardare è quali erano tutte le cose che hanno fatto (male) prima di quel punto nella curva? Quali sono tutte le cose che hanno fatto dopo per mantenere questa crescita viva e costante? Come hanno capito tutte queste cose?

Spesso le persone cercano una strategia, procedendo con piccoli tentativi di tanto in tanto, per provare a capire se il test ha portato i risultati sperati. Questo è sicuramente un processo interessante e può portare tantissimi benefici in termini di apprendimento e conoscenza. Tuttavia bisogna strutturare un processo di innovazione continua e misurazione dei risultati, insistendo con perseveranza prima di dire se una strada è giusta o sbagliata.

Il mio consiglio:  Avete bisogno di un processo che sappia generare continuamente nuove idee di crescita, testarle in modo efficiente, imparare da esse in modo efficace e utilizzare tali apprendimenti per capire la ricetta giusta per voi, per avere un processo continuo di crescita.

 

2. Il tasso di cambiamento è in continua accelerazione e i media che funzionano non sono sempre gli stessi

Se si guardano soltanto gli ultimi 18 mesi, tutti i principali canali di acquisizione dei clienti è passato attraverso alcuni cambiamenti fondamentali . Qui sono solo alcuni dei canali con alcuni dei cambiamenti:

seo-display-mail-facebook-modifiche
Cerco di spiegarmi meglio: quello che ha funzionato su Facebook 3 mesi fa, probabilmente non funziona oggi. Quello che funziona oggi, probabilmente non funzionerà in 90 giorni. Lo stesso vale per quasi tutti i principali canali. Alcuni sono più lenti a cambiare rispetto ad altri, ma c’è una cosa sicura: essi cambieranno.Se si guarda a livello macro nel corso degli ultimi 15 anni, si trovano due importanti tendenze. Uno, nuovi canali di acquisizione dei clienti si stanno manifestando a ritmi più veloci (il grafico qui sotto traccia solo i canali virali quindi è in realtà più). Due, i cicli di efficacia dei media stanno evolvendo in maniera sempre più veloce.

NOTA: L’immagine qui sotto è stato creato dal geniale James Currier di Ooga Labs .

crescita-canali-james-corriere

La velocità di variazione nel mondo acquisizione dei clienti è veloce, e sta aumentando in costante velocità. il team per la crescita avrà bisogno di informazioni, formazione e analisi, per diventare sempre migliore e più veloce allo stesso tempo per stare al passo della concorrenza.

Il mio consiglio: I trucchi, ammesso che esistano, diventano obsoleti in modo estremamente rapido. Avete bisogno di un processo che può continuamente adattare le tattiche per rispondere all’ambiente in continua evoluzione.

3. Ciò che funziona per te, non necessariamente funziona per altri

Se siete come me, probabilmente avete letto un sacco di materiale su quello che fanno gli altri per garantirsi la crescita. C’è una chiave durante questa operazione. Prendete tutto quello che leggete come ispirazione, senza ricetta .  

  • Il vostro pubblico è diverso
  • il vostro prodotto è diverso
  • il vostro cliente è diverso rispetto ai cicli di vita
  • vostro modello di business è diverso

Il vostro BUSINESS è diverso: puro e semplice.

Linea di fondo:  Avete bisogno di un processo che sta per scoprire la combinazione unica di cose che funziona per il prodotto, il pubblico, e il vostro modello di business.

4. Vi serve un modello

Il successo per una continua crescita non è quello di trovare una sola tattica che porti crescita di successo. Il successo è la costruzione di un modello di crescita. Un modello di crescita ha tre componenti:

1. scalabile
2. Prevedibile
3. Ripetibile

crescita-machine
Il mio consiglio:  Avete bisogno di un processo che vi aiuterà a costruire un modello di crescita scalabile, prevedibile e ripetibile.

Elementi di un buon processo

Usiamo un processo specifico che ho creato, che fa parte della vecchia scuola del metodo scientifico, tocca in parte la lean startup, in parte ci sono dentro mie considerazioni. Non c’è un processo di crescita giusto o perfetto. Ecco alcuni elementi chiave:

1. Cercare sistemi che impattano positivamente rispetto agli item che hanno un peso specifico maggiore nel vostro fatturato.
2. Un modo strutturato per testare nuove idee continuamente
3. Definizione sistematica delle priorità per quegli esperimenti
4. Progettazione e misurazione efficace di quegli esperimenti
5. Condivisione dei saperi acquisiti dai test all’interno della squadra

Che cosa c’è di così speciale in questo processo?

Ho sentito questa domanda un sacco di volte. Mi è stato anche chiesto di mostrare i grafici e i template degli strumenti che uso per compiere questa analisi. Per essere onesti, non credo che nulla di quello che faccio sia così speciale. Il successo di un processo di crescita derivi dall’avere la diligenza per aderire al progetto, perché il 90%  degli imprenditori non ha questa diligenza. Il processo è difficile e può essere noioso. Senza ombra di dubbio è più facile deviare dal processo per inseguire un altro progetto più profittevole nel breve periodo. 

Vi lascio con questo consiglio: non preoccupatevi di come formulerete questo processo di crescita, non focalizzatevi troppo sugli strumenti, ma siate sempre dediti allo sviluppo e al continuo test del processo stesso: per garantirvi una crescita costante questo è già un ottimo strumento!

 

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Diventare un blogger di successo http://www.giorgiognoli.it/blog/diventare-un-blogger-di-successo/ Sun, 02 Oct 2016 18:15:25 +0000 http://www.giorgiognoli.it/blog/?p=3652 In questo post ti spiego come si diventa blogger di successo e quali sono le migliori strategie da applicare per far crescere il tuo pubblico e il tuo blog. Diventare Blogger di successo C’è chi dice che il blog come strumento web sia ancora al suo albore e chi invece sostiene che oramai sia sulla […]

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In questo post ti spiego come si diventa blogger di successo e quali sono le migliori strategie da applicare per far crescere il tuo pubblico e il tuo blog.

Diventare Blogger di successo

C’è chi dice che il blog come strumento web sia ancora al suo albore e chi invece sostiene che oramai sia sulla via del decadimento e che a breve sarà totalmente rimpiazzato dai social media.
Personalmente ho la mia particolare visione e credo diventare blogger di successo sia necessario per costruirsi un autorità e un’audience di rispetto sul web.

Espandere il proprio pubblico

Diventare blogger di successo dipende più o meno dall’incremento giornaliero della quantità di visitatori che leggono il tuo blog. Questi utenti solitamente si suddividono in due specie:

  • I nuovi visitatori: sono giunti sul tuo blog tramite social media, google o altri fonti, e ne rappresentano il core-business. Difatti, fidelizzare i nuovi visitatori significa aumentare la propria audience.
  • I visitatori di ritorno: rappresentano la prova inconfondibile della qualità del tuo lavoro. Se i visitatori tornano significa che sono stati positivamente colpiti dal tuo blog.

Per espandere il tuo pubblico è necessario che tu  faccia in modo di rispettare alcuni requisiti:

  1. Essere ben visibile nei motori di ricerca: mai sentito parlare di SEO? Puoi rendere il tuo blog efficace in 10 minuti.
  2. Sfrutta la viralità dei social media: se ancora non lo stai facendo è bene che impari a diffondere i tuoi contenuti e ad aumentare il numero di visitatori del tuo blog tramite i social network!.
  3. Trai vantaggio dall’audience di altri blog: prendi in esame l’idea di scrivere un guest post (un post ospite) sul blog di qualcuno che ha più visibilità e influenza di te. Puoi scrivere un guest post su GiorgioGnoli.it, in questo modo molte persone scopriranno il tuo blog!
  4. Investi in pubblicità: se hai soldi da investire e vuoi aumentare in poco tempo la mole di utenti che seguono il tuo blog puoi sempre prendere in considerazione l’idea di fare pubblicità su Google Adwords, su Facebook o sul blog di un blogger che ha i tuoi stessi interessi.
  5. Incoraggia il passaparola: non avere paura di chiedere ai tuoi visitatori di diffondere i tuoi contenuti, se ne vale la pena lo faranno sicuramente!
  6. Lascia commenti su altri blog: lasciare commenti su altri blog significa essere notati sia dall’autore sia dalle altre persone che si uniscono alla discussione. Spesso nessuno commenta perché non vi sono altri commenti… sii tu il primo! Essere il primo a commentare significa accaparrarsi una buona visibilità nel caso inizi una dibattito tra i commenti! Inizia con il commentare in questo post ad esempio 😉

Convertire i nuovi visitatori in visitatori di ritorno

diventare blogger di successo immaginiSe davvero desideri diventare blogger devi stamparti bene a mente una cosa:

non vi è blogger di successo senza un buon numero di lettori affezionati

Convertire i nuovi visitatori in visitatori di ritorno significa far si che gli utenti che arrivano sul tuo blog per la prima volta lo trovino abbastanza utile da avere un reale interesse nel volerci tornare in un secondo momento.

Inoltre, vi sono diversi strumenti per far si che l’utente rimanga strettamente fidelizzato al tuo blog: la newsletter, i social media, il feed rss ecc..

Ecco alcune regole che non devi assolutamente dimenticare:

  1. Usa immagini e contenuti grafici attraenti: secondo la PNL la maggior parte degli individui recepiscono meglio gli stimoli visivi. E’ bene condire i contenuti del tuo blog con immagini accattivanti.
  2. Organizza il tuo blog in modo intelligente: i blog pieni di testo o di annunci pubblicitari non fanno gola a nessuno! I blog devono essere di consultazione e navigazione immediata
  3. Un design straordinario: il design del tuo blog deve essere talmente bello da stimolare l’utente a tornare e prendere il tuo blog come un riferimento. Ricorda, molti blogger sottovalutano la leggibilità del testo!
  4. Crea titoli accattivanti per i tuoi post: ricorda sempre che la scrittura è uno strumento potentissimo per chi ha un blog! Dovresti assolutamente migliorare l’influenza sui tuoi visitatori con il Copywriting.
  5. Fai del tuo blog un brand: ricorda sempre che utilizzare gli stessi colori, loghi o immagini in tutti i siti o social mediai aiuta a rafforzare l’identità che i tuoi visitatori percepiscono di te.

Aumentare il tempo di permanenza sul blog dei tuoi visitatori

diventare blogger di successoSiamo d’accordo che avere tanti visitatori giornalieri sia davvero grandioso, ma ricorda sempre che solitamente almeno il 35% dei visitatori entra sul tuo blog e poi lo abbandona dopo circa 10 secondi.

Per diventare blogger di successo è necessario comprendere subito quanto sia importante mantenere viva l’attenzione dei visitatori sul blog.
Per far si che questo accada esistono diverse strategie:

  1. The content is the king (il contenuto è il re): ricorda sempre che un blog pieno di contenuti inconsistenti e di scarsa qualità non interessa a nessuno. Abbi sempre cura di pubblicare contenuti utili e attraenti per il pubblico a cui ti rivolgi. Impara a dare una straordinaria visibilità al tuo sito web grazie al content marketing
  2. Cura l’italiano: ricorda che non puoi proporti come esperto di un settore se poi fai pure errori di grammatica.
  3. Rendi i tuoi post più lunghi: scrivere post corti e inconsistenti è simbolo di mancata professionalità. Se conosci l’argomento di cui scrivi devi per forza aver qualcosa da dire.
  4. Linka i tuoi post tra loro: non so se hai notato ma in questo post ho linkato diverse volte altri miei articoli. In questo modo ti esorto ad aprire altre schede del tuo browser, ad approfondire gli argomenti e trascorrere più tempo sul mio blog 😉
  5. Crea una lista dei tuoi post più letti: pubblica una lista degli articoli più letti del tuo blog nella tua sidebar proprio come ho fatto io qua a destra!
  6. Incoraggia i commenti: esorta i tuoi lettori a commentare e a lasciare una loro opinione. Creare un confronto nei commenti significa conoscere i propri lettori e creare una community attorno al blog!

Crea una strategia per esortare gli utenti a compiere un’azione

diventare blogger di successoPer diventare blogger di successo devi anche far si che i tuoi visitatori passino all’azione!

Cosa significa?

Significa indurre l’utente a compiere una determinata azione da te precedentemente programmata.

Un esempio piuttosto diffuso è offrire un ebook gratuito ai propri lettori in cambio della sottoscrizione alla newsletter.
In questo modo l’utente riceve un ebook gratuito e noi invece ci garantiamo la sua fidelizzazione.

Queste strategie si definiscono “call to action” (chiamata all’azione), ti invito a scoprirne funzionamento e importanza.

Ecco due strategie call to action comunemente utilizzate:

  1. Offrire un ebook in cambio di una determinata azione: come già spiegato.
  2. Social Locker: il lettore deve condividere il vostro blog con altre persone per poter scaricare il un contenuto gratuito.

Trasforma il tuo blog e il tuo network di lettori in una fonte di reddito

diventare blogger di successoA dispetto di quanto dicono in molti è possibile fare soldi con un blog: dipende semplicemente da ciò che scrivi.

Nel caso di un fashion blog o di un blog politico si può anche arrivare ad arricchirsi e vivere di solo blogging!

Ovviamente noi blogger italiani abbiamo un pubblico di potenziali lettori estremamente ridotto rispetto ad un blogger inglese che ha a disposizione l’intero popolo mondiale di internet.

Se hai intenzione di aprire un blog per scrivere di ceramiche, tegole o fiori sappi che sarà dura diventare blogger di successo e guadagnarci pure! 😉

Comunque ecco a te alcune tecniche efficienti per generare un reddito una volta che avrai raggiunto una buona audience:

  1. Crea e vendi prodotti su misura per i tuoi lettori: ad esempio, nel mio caso potrei vendere un manuale sul social media marketing.
  2. Utilizza l’affiliate marketing: consiglia ai tuoi lettori prodotti di qualità su cui poi guadagni una percentuale in caso di acquisto.
  3. Offri spazi pubblicitari sul tuo blog: puoi offrire a chi interessato degli spazi nel tuo blog per la pubblicità a pagamento.
  4. Guadagnare tramite Google Adsense: scopri come guadagnare con il sistema di advertising più famoso al mondo.

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Perché creare una guida di Web Marketing http://www.giorgiognoli.it/blog/perche-creare-una-guida-di-web-marketing/ Sun, 02 Oct 2016 18:08:16 +0000 http://www.giorgiognoli.it/blog/?p=3649 In questo articolo ti spiegherò il vero motivo per cui dovresti aprire un blog. Non le solite argomentazioni, ma bensì le parole di una persona che ha fatto del blogging la propria vita. Ti racconterò esattamente cosa vuole sentirsi dire il tuo pubblico e cosa dovresti scrivere se ancora non ne hai un’idea. Pronto? Mettiti comodo, […]

L'articolo Perché creare una guida di Web Marketing sembra essere il primo su Giorgio Gnoli - Marketing Blog.

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In questo articolo ti spiegherò il vero motivo per cui dovresti aprire un blog. Non le solite argomentazioni, ma bensì le parole di una persona che ha fatto del blogging la propria vita. Ti racconterò esattamente cosa vuole sentirsi dire il tuo pubblico e cosa dovresti scrivere se ancora non ne hai un’idea.

Pronto? Mettiti comodo, dovrai cercare di immagazzinare molto bene ciò che sto per dirti. Si comincia.

Tutti noi abbiamo una storia, un qualcosa che ci contraddistingue. Anzi, a dire il vero ne abbiamo tante, così tante da poter considerarci unici ed ineguagliabili.

La mia storia, la tua storia, sono ciò che ci rendono così straordinari e speciali.

Le storie sono ciò che ci rendono esperti, appassionati, fieri di noi stessi e di ciò che siamo.

Quando aprii per la prima volta un blog, lo feci con la curiosità e con il desiderio di sperimentare i grandiosi strumenti che la rete mi aveva donato per raccontare le mie storie al resto della gente.

Avevo solo 18 anni e le poche conoscenze che si padroneggiano a quell’età. Non fu subito un successo, ma ciò che mi muoveva era l’incontrollabile passione che provavo nel differenziarmi, nel far sentire la mia voce.

Oggi racconto di come la passione sia una scelta ed un investimento a lungo termine capace di restituire grandi soddisfazioni. Oggi spiego alla gente quali siano gli strumenti e le strategie più adeguate per diffondere le proprie idee nella rete e nel mondo.

Spesso mi capita che persone, clienti o aziende mi chiedano perchè mai debbano aprire un blog.

La loro domanda  è spesso motivata da dubbi e incertezze. Molti non si sentono abbastanza esperti in qualcosa da poterne scrivere apertamente sul web, molti non conoscono la loro vocazione, altri semplicemente non sanno di che scrivere.

A queste persone mi piace consigliare di ripartire dalla loro storia, percorrerla, e scoprire quali siano le competenze che le contraddistinguono da chiunque altro.

Come afferma Brendon Burchard, esiste un principio di “competenza accidentale” in ognuno di noi.

Potresti non considerarti un esperto, ma in verità esistono milioni di persone al mondo che in questo esatto momento stanno cercando di scoprire qualcosa che probabilmente tu conosci già. Proprio come un bambino guarda con stupore all’adulto che riesce ad allacciarsi le scarpe, altri possono imparare da te e pagare per qualcosa che sai già padroneggiare.

Innanzitutto, non dimenticare mai che sull’autostrada della vita tu sei più avanti di altri, e le lezioni che hai già imparato sono utili e preziose per altri.

In secondo luogo, non dimenticare mai che gli esperti sono per prima cosa studenti e che potrai fare ricerche su qualsiasi argomento per sviluppare una competenza in quell’ambito, a partire da adesso.

Per tua fortuna, nell’autostrada dell’eccellenza non c’è mai traffico.

Perchè creare un blog: come costruirti una credibilità con le tue passioni

A tutte le persone che chiedono una mia consulenza propongo sempre la stessa domanda: “Qual è la storia del tuo passato che potresti raccontare ai tuoi ascoltatori? Qual è l’esperienza che hai già superato e che potrebbe star attraversando proprio ora il tuo pubblico?“.

Quella storia è l’elemento fondamentale della tua credibilità. Le persone non desiderano altro che sapere che hai passato le loro stesse esperienze, i loro stessi problemi.

Sul web vige l’umanità, vince l’imperfezione, trionfa il confronto.

 

Aprire un blog significa compiere un grande gesto. Significa aiutare il prossimo offrendo le proprie competenze, le proprie storie, le proprie idee. Aprire un blog significa scrivere per piacere, significa provare soddisfazione ad ogni “grazie”.

Parla dei tuoi problemi. L’educatore Booker T. Washington una volta disse: “Il successo si misura non tanto dalla posizione che uno ha raggiunto nella vita, quanto dagli ostacoli che ha dovuto superare“.

I contenuti di valore, i consigli utili, le guide pratiche sono ormai i migliori prodotti che fanno girare l’economia del web.

Aprire un blog e pubblicare contenuti di questo tipo significa investire sulla propria carriera lavorativa, significa mettersi in mostra e crearsi una propria credibilità tramite la diffusione delle proprie competenze.

Il problema delle persone con cui lavoro e con cui parlo è che spesso hanno paura di esporsi, di raccontarsi, di condividere le proprie idee, i propri valori.

Per questo, e per finire, voglio citare un strepitoso discorso di Marianne Williamson:

«La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere più potenti al di là di ogni limite. E’ la nostra luce, non il buio che è in noi, a spaventarci di più. Ci domandiamo:”Chi sono per essere brillante, splendido, pieno di talento, favoloso?”»

In realtà chi sei per non esserlo?

 

P.S. Se sei intenzionato ad aprire un blog, consulta il mio e ti aiuterò a farlo.

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Google Adwords versus SEO. Cosa scegliere http://www.giorgiognoli.it/blog/google-adwords-versus-seo-cosa-scegliere/ Mon, 22 Aug 2016 15:13:52 +0000 http://www.giorgiognoli.it/blog/?p=3637 PPC (pay per click) e SEO (search engine optimization) sono i due grandi canali che dominano oggi il search marketing. Entrambi i canali hanno i loro vantaggi e svantaggi, i quali devono essere attentamente considerati prima di spendere risorse e tempo per svilupparli. I vantaggi di Google AdWords: la semplicità. Cosa significa? La SEO spesso coinvolge siti web […]

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PPC (pay per click) e SEO (search engine optimization) sono i due grandi canali che dominano oggi il search marketing. Entrambi i canali hanno i loro vantaggi e svantaggi, i quali devono essere attentamente considerati prima di spendere risorse e tempo per svilupparli.

I vantaggi di Google AdWords: la semplicità. Cosa significa?

La SEO spesso coinvolge siti web con enormi intervent di progettazione, sviluppo e ottimizzazione. Questi cambiamenti inevitabilmente impattano sul sito stesso (spesso si trascurano infatti altri fattori), mentre con il Pay per click, non è necessario fare il layout del siti web, anche se sarebbe opportuno creare delle landing page ad hoc, al fine di utilizzare al meglio questo canale.

Posizione: vuoi stare al 1 posto della SERP? Quando si tratta di posizionamento SEO puoi essere bravo (o fortunato) e stare al primo posto per un po’, ma la fluttuazione sarà sicuramente altissima. Il posizionamento per parole chiave molto competitive può essere praticamente impossibile per i siti nati da poco… ecco quindi la magia di Google Adwords

Adwords è Immediato:  Il traffico di una campagna SEO può impiegare qualche settimana prima di arrivare in maniera significativa, con Adwords invece basta attendere pochi minuti una volta alla campagna è stata lanciata.

Paghi le performance: la cosa veramente straordinaria di Google Adwords, rispetto alla SEO, è che si paga Google solo quando si riceve traffico, ma se non si ricevono visitatori, non si paga nulla..

La SEO, al contrario, richiede un grande investimento (perché i SEO bravi sono cari) senza garanzie di rendimento della campagna. C’è poi tutta la questione della scelta del fornitore, che nel caso di un SEO è fondamentale azzeccare (con Google si va sul sicuro).

Pagina di destinazione: Con Google Adwords è possibile creare landing page dedicate alla vostra campagna, per massimizzare le conversioni. Potete quindi disegnare pagine con poco contenuto e molte immagini, con un semplice video…e così via.
Nelle attività di SEO, invece SEO, il visitatore può vedere e raggiungere qualsiasi pagina del vostro sito, a partire dal motore di ricerca.

Targeting più preciso: Grazie a Google Adwords, potete selezionare gli annunci in base alla posizione delle persone che compiono la ricerca. Ad esempio potete mostrare pagine diverse a seconda che un utente vi stia cercando da Roma o da Milano. Questo vi aiuta a eseguire campagne estremamente focalizzate.

Controllo del budget: Mentre una campagna SEO, se fatta bene, si rivela essere piuttosto cara e dispendiosa, una campagna su Google Adwords può costare anche 150 euro al mese e dare già dei buoni risultati. La SEO infatti difficilmente può essere stoppata e interrotta, le campagne su Adwords invece possono essere interrotte in qualsiasi momento se non stanno dando i risultati sperati, senza alcun effetto collaterale.

 

I vantaggi della SEO a causa delle caratteristiche e dela flessibilità di PPC, i risultati delle campagne PPC non sempre sono performanti come quelli delle campagne SEO.

Senza scendere troppo nei tecnicismi, il numero di utenti che entrano nel nostro sito e lo navigano, è molto più alto rispetto a quelli che se vanno subito dal sito, se questi utenti provengono dalla SEO. Questo traffico viene infatti definito come più “engaged”, dato che la frequenza di rimbalzo è statisticamente sempre più bassa.

La SEO inoltre ha un costo per click nullo, anche se questo non significa che la SEO è gratuita. 

Se siete curiosi di monitorare l’andamento del vostro sito web e volete massimizzare l’efficacia delle vostre campagne, approfittate subito di una consulenza gratuita di 15 minuti. Scrivete subito a info@giorgiognoli.it e in meno di 48 ore verrete ricontattati.

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